Erwin Wurm. Dreamers
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Descrizione
Il Museo Fortuny presenta per la prima volta in Italia un’ampia mostra monografica dedicata al lavoro dello scultore austriaco Erwin Wurm, nato nel 1954 a Bruck an der Mur. Nel corso della sua carriera Wurm ha radicalmente ampliato il concetto di scultura, mettendo in discussione le nozioni di tempo, massa e superficie, astrazione e rappresentazione, e da molti decenni usa gli abiti per affrontare questioni scultoree. Lungo questo viaggio il suo cammino ha spesso incrociato la strada di Mariano e Henriette Fortuny.
Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Scuola di Arti Applicate di Vienna tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, grazie alle One Minute Sculptures, iniziate nel 1996-97, Wurm ha riscosso grande successo internazionale. In queste opere l’artista fornisce agli osservatori istruzioni che indicano azioni o pose da eseguire con oggetti di uso quotidiano, come sedie, secchi, frutta, maglioni… Sono sculture per natura effimere, e ciò ha portato Wurm a sfidare le qualità formali di diversi linguaggi visivi superando i confini tra arte e vita di ogni giorno, spettatore e partecipante.
La serie di One Minute Sculptures esplora l’idea del corpo umano come scultura; in altre opere Wurm antropomorfizza oggetti di uso quotidiano in modi inaspettati, aggiungendo gambe alle borse, contorcendo forme simili a salsicce (Abstract Sculptures), o espandendo il volume di oggetti tecnici e architettonici (Fat Car, Fat House). Wurm considera l’atto fisico di aumentare e perdere peso come un gesto scultoreo, e spesso crea l’illusione di crescita o restringimento corporeo nel suo lavoro. Per l’artista anche l’umorismo è uno strumento importante, ma allo stesso tempo il suo lavoro si apre a questioni filosofiche, psicologiche e sociali essenziali. Spesso è rintracciabile nella sua pratica una critica della società contemporanea, in particolare in risposta alle influenze capitalistiche e alle conseguenti pressioni sociali che l’artista vede come contrarie ai nostri ideali interiori. Wurm enfatizza questa dicotomia lavorando all’interno dello spazio liminale tra alto e basso, per esplorare quella che egli stesso vede come una realtà farsesca e inventata.
Photo credits Fondazione Musei Civici di Venezia
Il Museo Fortuny presenta per la prima volta in Italia un’ampia mostra monografica dedicata al lavoro dello scultore austriaco Erwin Wurm, nato nel 1954 a Bruck an der Mur. Nel corso della sua carriera Wurm ha radicalmente ampliato il concetto di scultura, mettendo in discussione le nozioni di tempo, massa e superficie, astrazione e rappresentazione, e da molti decenni usa gli abiti per affrontare questioni scultoree. Lungo questo viaggio il suo cammino ha spesso incrociato la strada di Mariano e Henriette Fortuny.
Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Scuola di Arti Applicate di Vienna tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, grazie alle One Minute Sculptures, iniziate nel 1996-97, Wurm ha riscosso grande successo internazionale. In queste opere l’artista fornisce agli osservatori istruzioni che indicano azioni o pose da eseguire con oggetti di uso quotidiano, come sedie, secchi, frutta, maglioni… Sono sculture per natura effimere, e ciò ha portato Wurm a sfidare le qualità formali di diversi linguaggi visivi superando i confini tra arte e vita di ogni giorno, spettatore e partecipante.
La serie di One Minute Sculptures esplora l’idea del corpo umano come scultura; in altre opere Wurm antropomorfizza oggetti di uso quotidiano in modi inaspettati, aggiungendo gambe alle borse, contorcendo forme simili a salsicce (Abstract Sculptures), o espandendo il volume di oggetti tecnici e architettonici (Fat Car, Fat House). Wurm considera l’atto fisico di aumentare e perdere peso come un gesto scultoreo, e spesso crea l’illusione di crescita o restringimento corporeo nel suo lavoro. Per l’artista anche l’umorismo è uno strumento importante, ma allo stesso tempo il suo lavoro si apre a questioni filosofiche, psicologiche e sociali essenziali. Spesso è rintracciabile nella sua pratica una critica della società contemporanea, in particolare in risposta alle influenze capitalistiche e alle conseguenti pressioni sociali che l’artista vede come contrarie ai nostri ideali interiori. Wurm enfatizza questa dicotomia lavorando all’interno dello spazio liminale tra alto e basso, per esplorare quella che egli stesso vede come una realtà farsesca e inventata.
Photo credits Fondazione Musei Civici di Venezia
Das Fortuny Museum präsentiert zum ersten Mal in Italien eine umfangreiche monografische Ausstellung, die dem Werk des österreichischen Bildhauers Erwin Wurm gewidmet ist, der 1954 in Bruck an der Mur geboren wurde. Im Laufe seiner Karriere hat Wurm das Konzept der Skulptur radikal erweitert, indem er die Ideen von Zeit, Masse und Oberfläche, Abstraktion und Repräsentation in Frage stellt, und seit vielen Jahrzehnten nutzt er Kleidung, um skulpturale Fragen anzugehen. Auf diesem Weg kreuzte sich sein Pfad oft mit dem von Mariano und Henriette Fortuny.
Nach dem Studium an der Akademie der bildenden Künste und an der Hochschule für angewandte Kunst in Wien Ende der 1970er und Anfang der 1980er Jahre, erlangte Wurm durch die One Minute Sculptures, die 1996-97 begannen, großen internationalen Erfolg. In diesen Werken gibt der Künstler den Betrachtern Anweisungen, die Handlungen oder Posen angeben, die mit alltäglichen Gegenständen wie Stühlen, Eimern, Früchten, Pullovern usw. ausgeführt werden sollen. Es handelt sich um skulpturale Werke, die von Natur aus flüchtig sind, was Wurm dazu veranlasst hat, die formalen Qualitäten verschiedener visueller Sprachen in Frage zu stellen und die Grenzen zwischen Kunst und Alltag, Zuschauer und Beteiligtem zu überwinden.
Die Reihe der One Minute Sculptures untersucht die Idee des menschlichen Körpers als Skulptur; in anderen Werken vermenschlicht Wurm alltägliche Gegenstände auf unerwartete Weise, indem er Beinen an Taschen hinzufügt, Formen ähnlich Würstchen (Abstract Sculptures) verformt oder das Volumen technischer und architektonischer Objekte erweitert (Fat Car, Fat House). Wurm betrachtet den physischen Akt des Zunehmens und Abnehmens als skulpturalen Ausdruck und schafft oft die Illusion von Wachstum oder Körperverkleinerung in seiner Arbeit. Für den Künstler ist auch Humor ein wichtiges Werkzeug, gleichzeitig öffnet sich sein Werk aber auch grundlegenden philosophischen, psychologischen und sozialen Fragen. Oft ist in seiner Praxis eine Kritik an der zeitgenössischen Gesellschaft erkennbar, insbesondere als Reaktion auf kapitalistische Einflüsse und die daraus resultierenden sozialen Druck, die der Künstler als entgegen der inneren Ideale sieht. Wurm betont diese Dichotomie, indem er im schwellenlosen Raum zwischen Hoch und Niedrig arbeitet, um das zu erkunden, was er selbst als eine absurde und erfundene Realität sieht.
Foto Credits Stiftung der Civici Musei di Venezia