Chiesa di San Pellegrino – Coi

Chiese

Descrizione

 CHIESA DI SAN PELLEGRINO – COI
“Saggia e cara Coi, mai di sogno e di natura sazia!” (R. Coller), questa citazione, riportata su un antico tabià di Coi riassume l’anima del piccolo borgo zoldano, ai piedi del monte Pelmo.
Lo stupore di ritrovarsi in un luogo dove il tempo si è fermato, circondato da panorami che non hanno eguali, vale una visita al paese più alto della Val di Zoldo.
Situato a 1.493 metri, è raggiungibile dalla strada statale 251, all’altezza delle frazioni di Rutorbol e di Mareson. Tra i fienili in legno e le abitazioni tradizionali e storiche, è possibile scorgere la chiesa di San Pellegrino, di cui si hanno notizie precedenti al 1619. Ne parlano i documenti dell’archivio vescovile di Belluno, che attestano i lavori di ingrandimento della chiesetta, rimpicciolendo il circostante cimitero.
L’altare scolpito dal famoso maestro bellunese Giacomo Costantini. L’antipetto, intagliato verrà indorato nel 1624 dal pittore Prudenzio Fuion, coadiuvato da Bartolomeo Soia da Caprile. Nel 1635 il tempio dispone già della sua torre campanaria. La piccola comunità di Coi, orgogliosa della propria chiesa e particolarmente affezionata al culto di San Pellegrino, nel 1695 ottiene il permesso di migliorare l’estetica del luogo di culto.
I Regolieri si mettono con impegno al lavoro così da portare a compimento l’impresa.
Per tutto il ‘700 i testi delle visite pastorali descrivono il nostro San Pellegrino come ben provvisto di arredi e tenuto con autentica cura, riflesso della costante attenzione e venerazione riservatagli dai regolieri. Nel 1732 i fedeli di Coi, assai sensibili alla devozione mariana, chiedono al vescovo Domenico Condulmer in benestare per erigere una cappella ed un altare da dedicare alla Madonna conosciuta sotto il titolo “della Cintura”.
Nel 1755 l’altare è finito dal Filippo De Betti con la doratura. Il 30 giugno 1860 un fulmine si abbatte sul campanile arrecando notevoli danni, peraltro prontamente riparati grazie alle questua subito condotta dagli amministratori.
Il 1° agosto 1902 si dispone la chiusura dell’antica chiesa di San Pellegrino a causa del suo cattivo stato Ne viene stabilito l’abbattimento e la ricostruzione.
La nuova chiesa, riscostruita in tempi davvero brevi, sarà solennemente benedetta il 1° agosto 1903.

OPERE D’ARTE
L’altar maggiore, viene progettato e scolpito da Giacomo Costantini nel 1618.
A causa dell’alto costo non è possibile sottoporlo subito a doratura,verrà applicata nel 1624. E’composta da tre fornici nel registro inferiore. In quello centrale c’è la statua di San Pellegrino. Il fornice di destra include la figura in altorilievo del veneratissimo Sant’Antonio Abate, mentre nel santo diacono di sinistra viene riconosciuto san Lorenzo martire. Il fornice del registro superiore ospita la statua della Madonna con il Bimbo deposto sulle sue ginocchia; alla sommità del timpano troneggia il Cristo risorto e benedicente.
L’altare laterale settecentesco di destra, ha la pala dipinta su tela raffigurante la Madonna. L’antipetto, ugualmente intagliato e scolpito reca al centro un cuoridoro; dipinto policromo su fondo aureo, riccamente operato ed eseguito su cuoio.
L’altare laterale di sinistra (secolo XVIII) intitolato alla Beata Vergine del Rosario, sulla mensa presenta due coeve statue di angeli cerofori e quelle di San Domenico di Guzman e di Santa Caterina da Siena.

CHURCH OF SANIT PELLEGRINO – COI
“Saggia e cara Coi, mai di sogno e di natura sazia!” (= Wise and dear Coi, never fill of dream and nature) (R. Coller), this quote, reported on an ancient “tabià” of Coi, sums up the soul of the small village of Zoldo area, at the foot of monte Pelmo. The wonder to be in a place where time stopped, surrounded by views with no equal, it is worth a visit to the highest village of the Zoldo Valley. Situated at 1.493 metres, it is reachable from the state road 251, at the height of the hamlets of Rutorbol and Mareson. Between the wooden hay-barns and the traditional, historical houses From the original core of the little holy building, maybe erected around the half of the fifteenth century and probably similar to a noble chapel, we could see some ruins in-cluded in the structure of the current sacristy. If the manuscript dated 1616 describes the simplicity of the plates and the liturgical vestments, it also underlines the presence of the altar of the imposing frontal carved the year before by the famous master from Belluno, Giacomo Costantini. Even the altar wall, carved with careful technique, is gilded in 1624 by the painter Prudenzio Fuion, The small community of Coi, proud of its church and particularly devoted to the cult of San Pellegrino, petitions in 1695 through its representatives the bishop Giovanni Francesco Bembo for getting authorization to improve the beauty . After getting the authorization, the “Regolieri” start earnest to work so that they can bring their undertaking to its conclusion.
Steady in the eighteenth century the texts of the pastoral visits describes San Pellegrino as well equipped with vestments and maintained with great care, consequence of the dogged attention and adoration given by the “regolieri”. In 1732 the faithful of Coi, very susceptible to the Marian devotion, ask the bishop Domenico Condulmer the permission to build a chapel and an altar to be dedicated to the Madonna, known under the definition of “the Belt”. On 11th July 1737, the prelate gives his authorization through a proper decree; in 1755 the altar is completed by Filippo De Betti with gilding. On 30th June 1860 a thunderbolt hit the belfry causing several damages, that were however immediately repaired thanks to the offerings promptly carried out by the directors.
In 1902 people provide for the closing of the ancient of the breaking-down and restoration of the building.
The new church, rebuilt in really short times, shall be consecrated with solemnity on 1st August 1903 thanks to the cooperation of several faithful coming from all villages of Zoldo Valley.

ART WORKS
The high altar, with such a rise of architectural majesty to remember certain stylistic characters of the marble altars of the second half of the sixteenth century, is planned and carved by Giacomo Costantini in 1618. In consideration of the high cost of the artifact, it is not possible to submit it immediately to gilding that shall be applied in 1624. The composition shows three archings in the lower register. In the central one there is the statue of the patron saint San Pellegrino, carved all-around, with devil lying at his feet. The right arching includes the figure in high-relief of the adored Sant’Antonio Abate, while in the holy deacon on the left you can see san Lorenzo martyr. The arching of the high register hosts the statue of the Madonna and Child laid down on her knees.

Inserito da: Unione Montana Cadore Longaronese Zoldo
Via San Pellegrino - Loc. Coi
32012 Val di Zoldo