Villa Valcerasa

Dimore storiche

Descrizione

Le origini della Villa Valcerasa risalgono al XIII secolo e sono legate alla storia del Beato Pietro da Treia, un frate francescano nato nel 1227 a Montecchio (divenuta in seguito Treia) e morto a Sirolo nel 1304. La villa fu poi ristrutturata, ampliata, e migliorata nelle sue caratteristiche compositive tra il 1816 ed il 1835 da Nicola Lorenzo Gioacchino Grimaldi, alla cui scomparsa, avvenuta nel 1918 ed in assenza di eredi maschi, il possesso delle varie proprietà passò in eredità alla marchesa Letizia Rappini di Casteldelfino dei principi Ruspoli e, da questa, alla famiglia dei suoi nipoti Folchi Vici. Le caratteristiche architettoniche del complesso di Villa Valcerasa (o Villa Ruspoli) denotano la mano di un artista culturalmente assai preparato: di imponenti dimensioni, è costituita planimetricamente da un corpo centrale, destinato all'abitazione patrizia, e da due rami, di cui uno è costituito da una cappella gentilizia e dalla dimora del religioso officiante, e quello opposto, mascherato da un prospetto speculare, da un fabbricato compositivamente e strutturalmente più rozzo, verosimilmente destinato ad abitazione del colono. Nell'impianto planimetrico, il viale d'ingresso, dopo aver girato attorno alla villa, porta, con un angolo retto che esalta il fattore sorpresa, all'inquadratura scenografica del Roccolo, piccola costruzione addirittura attribuibile al genio del Valadier la cui destinazione a casino di caccia con le reti costituisce un mero pretesto per la realizzazione di un gioiello architettonico, luogo d'incontro e di svago per i proprietari ed i loro ospiti. Due propilei leggermente sopraelevati ne incorniciano il volume, assai arretrato rispetto a questi, e lo spazio interno risultante è arricchito da aiuole, da una vasca d'acqua e da due originali pozzi, con copertura a tronco di piramide ed apertura trapezia; anteriormente, un minuscolo portico tetrastilo, arricchito da una volta affrescata e da una nicchia centrale ospitante un busto muliebre, ha riscontro negli analoghi portici delle esedre dei propilei; al di sopra delle arcate, tre piccole finestre incorniciate completano la composizione. Al giorno d'oggi la villa è in rovina, rimanendo in ogni caso una testimonianza importante dell'architettura e della nobiltà d'epoca.

Inserito da: Tourist Office
Contrada Valceresa
62010 Treia