Biblioteca Classense

Monumenti
  • Lun 14.00 - 19.00
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    Ven 9.00 - 19.00
    Sab 9.00 - 19.00
    Dom 10.00 - 18.00

Descrizione

Le origini della Biblioteca Classense risalgono al secondo decennio del XVI secolo, quando, in seguito alla battaglia di Ravenna del 1512, i camaldolesi abbandonarono il sito suburbano di Classe per costituire all'interno delle mura cittadine quello che sarebbe diventato il più importante complesso monastico dell'Ordine. Il luogo scelto per la nuova sede fu quello prospiciente la chiesa di San Bartolomeo in “Turricula” e l'Ospedale di Santa Maria della Misericordia. I cantieri si protrassero fino al 1798, anno della soppressione napoleonica in seguito alla quale il complesso diventò la sede delle maggiori istituzioni bibliotecarie cittadine. Testimoniano della primitiva struttura l'antica porta d'ingresso, sul cui architrave si legge la data: “1523”, e una parte del primo chiostro. A questi lavori si aggiunsero altri interventi, che produssero nel tempo un processo costruttivo stratificato, esito dell'alternanza di molteplici e differenti generazioni di architetti e di maestranze.Pur nella compresenza di soluzioni formali diverse che riflettono lo schema della struttura conventuale nella distribuzione tra ambienti di preghiera, di studio e di lavoro, il complesso rispecchia una successione di stile e tradizioni storiche che vanno dal modello rinascimentale al neoclassicismo. Un vestibolo cinquecentesco con il portale intagliato da Marco Peruzzi nel 1581 ed integrato da due telamoni e due grandi vasche con le statue dei santi dell'Ordine, S.Romualdo e S.Benedetto, introduce al refettorio, la “Sala Dantesca” dove dal 1921 si svolgono i cicli annuali delle Lecturae Dantis. Realizzato negli ultimi due decenni del XVI secolo, il vasto ambiente è decorato dall'affresco di Luca Longhi (1507-1590) raffigurante Nozze di Cana (1580), mentre alla bottega del pittore spettano le pitture sulla volta. Nel secolo successivo vennero realizzati la cosiddetta Manica Lunga, il nuovo ospizio, la sopraelevazione del dormitorio, e la chiesa di San Romualdo, adibita dal 2004 a Museo del Risorgimento sulla base di un progetto di Stefano Piazzi. Edificato tra il 1630 e il 1632 su disegno dell'architetto Luca Danesi (1598-1672), il luogo di culto venne decorato da Giovanni Battista Barbiani (1593-1658 ca.) per quanto riguarda la cupola e la lunetta del coro, mentre altre ornamentazioni spettarono in seguito a Cesare Pronti (1626-1708) e a Bartolomeo Boroni (1703-1787). Tra i cantieri avviati tra XVII e XVIII secolo si inserì anche l'impresa edilizia del chiostro interno, straordinario per eleganza e grandiosità., con colonnato dorico in pietra d'Istria; progettato dal toscano Giulio Morelli, fu integrato tra il 1738 e il 1740 dal pozzo centrale realizzato dal ravennate Domenico Barbiani (1675-1752) su disegni di Giovanni Paolo Panini. Ma è nel 1704 che, per volontà dell'abate Pietro Canneti (1659-1730), fu dato inizio all' ”impresa memorabile” della monumentale libreria camaldolese, affidata all'architetto Giuseppe Antonio Soratini (1682-1762). Il cantiere intendeva dotare il complesso di una struttura destinata alla libreria, allestita in un unico ambiente del monastero già dal 1648. Di questa originaria struttura non resta traccia, ad eccezione, in parete, dei medaglioni alternati ad emblemi che documentano l'attività delle diverse accademie che durante il XVII secolo si riunivano nel complesso.

Inserito da: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Via Baccarini, 3, Classe
48121 Ravenna