Expo Archeologica e Castellavazzo

Musei

Descrizione

Castellavazzo, il cui nome deriva dal latino Castrum Laebactium, è la pieve più antica dell’intera vallata. L'abitato si estende sulla destra orografica del Piave a quota 520 m; il carattere strategico della posizione è stato motivo determinante per l'insediamento del primi¬tivo nucleo urbano, arroccato su uno sperone roccioso, dal quale si poteva dominare e controllare la viabilità verso il Cadore e il mondo germanico , raggiunti ed attraversati in principio dalla romana Via Norica, poi dalla Strada Regia di Alemagna e infine dalla Statale 51 che prende anch’essa il nome d’Alemagna.
A ragione di ciò, questi luoghi furono oggetto di una particolare attenzione militare con la realizzazione prima di un castrum quale nucleo dell’abitato di Castellavazzo in epoca pre-romana e romana e poi del vero e proprio sistema fortificatorio della Gardona, presumibilmente intorno al X secolo d.C. e che vide i suoi anni aurei fino alla prima metà del Cinquecento, giro di boa che decretò il suo progressivo abbandono per un ritrovato tempo di pace sotto l’egida del leone di San Marco.
Durante la domi¬nazione veneziana il borgo definì la propria fisionomia urbanistica, confermando una strutturazione parallela alle curve di livello. Il paese mantenne inalterato il pro¬prio impianto fino al 1800, quando, sotto la dominazio¬ne austriaca, vennero modificati gli allineamenti degli edifici prospicienti l'attuale via Roma, abbattendo par¬zialmente anche una parte della rupe dell' antico castello per allargare la sede dell' allora "Strada regia postale che da Ceneda immetteva in Tirolo". L'abbondanza di cave in prossimità del paese ha fornito il materiale primario da costruzione e la com¬petenza nella lavorazione del materiale lapideo da parte degli Scalpellini, emerge prepotente in ogni ele¬mento costruito, sia esso edilizio, di ornamento o di arredo urbano. Una testimonianza per tutte, la bellissima fontana di Antonio Ongaro del 1820, che sorge sulla piazza del paese.
 E’ stata allestita, presso la ex sede municipale di Castellavazzo, una EXPO ARCHEOLOGICA, esposizione dei reperti preromani e romani rinvenuti nelle necropoli locali e negli scavi della piazza : 2 tombe ad incinerazione con corredi in oro ed argento, oggetti di bronzo, monete e ornamenti personali (anelli, spilloni) e numerosi chiodi di varie dimensioni. A completare questa sezione archeologica domina un basamento in pietra di Castellavazzo, con dedica a Nerone che dall’inizio del secolo XVI e fino al 1822 resse l’altare della chiesa locale di S.Elena. L’iscrizione dice “in onore di Claudio Cesare Augusto Germanico, Sesto Petico Terzo figlio di Quinto, e Gaio Peties Firmo, figlio di Sesto, donarono un orologio con sedili ai “Pagani Laebactes”. Da questa stele è stato possibile stabilire che tra il 54 e il 68 d.C. (Impero di Nerone) esisteva un nucleo abitato dotato di una costruzione di uso pubblico con orologio (meridiana). Inoltre vi è esposto un magnifico fossile di squalo del Cretaceo Superiore, classificato come Cretoxyrhina Mantelli Agassiz, rinvenuto in lastre di pietra rossa della Cava Marsor.

Inserito da: Unione Montana Cadore Longaronese Zoldo
Via Roma, 16 - Frazione Castellavazzo
32013 Longarone