Biblioteca Universitaria di Genova

Monumenti

Descrizione

Le origini della Biblioteca Universitaria di Genova vanno ricercate nella Libreria del Collegio dei Gesuiti Come in tutti i collegi gesuiti, anche in quello genovese si trovavano almeno due biblioteche, quella "domestica", di uso scolastico, e la "Libreria" vera e propria ospitata nella cosiddetta "Terza Sala", che conserva ancora oggi la parte monumentale con gli scaffali impiallicciati in legno di radica, risalente nell'impostazione alla metà del '600. Nel corso del '700 la Libreria fu sottoposta a diverse ristrutturazioni: verso metà secolo il decoro ligneo venne rinnovato nello stile del barocchetto genovese e nel 1777 la scaffalatura fu alzata sino al soffitto, costruendo il ballatoio, la ringhiera in ferro e legno che corre lungo tutta la sala e la "piccola scala a lumaca" che accede al piano superiore. Con lo scioglimento, nel 1773, della Compagnia di Gesù, il Collegio fu ribattezzato Università Pubblica e passò sotto il controllo diretto della Repubblica di Genova. Così la biblioteca gesuitica si trasformò nella "Libreria della Pubblica Università di strada Balbi" dove furono fatte confluire le biblioteche dei conventi e delle corporazioni religiose via via soppresse. Nel 1778 l'erudito Gaspare Luigi Oderico fu nominato bibliotecario con l'incarico di catalogare i libri dell'ex Collegio. Completati nel 1785 e, non conservandosi gli inventari precedenti, i volumi manoscritti redatti da Oderico costituiscono il catalogo più antico delle raccolte librarie della biblioteca.
Durante la repubblica democratica ligure, tra il 1797 e il 1799, essa conobbe un ulteriore accrescimento poiché nella biblioteca furono nuovamente dirottati i volumi delle librerie dei numerosi ordini religiosi genovesi e liguri soppressi nel periodo "giacobino", nonché manoscritti e volumi provenienti dalla libreria ventimigliese del dotto frate agostiniano Angelico Aprosio (1607-1681). Agli anni '30 dell'Ottocento risale l'allungamento dell'antica libreria gesuitica, portata dagli originali 15 agli attuali 24 metri di lunghezza, per ospitare l'accresciuto patrimonio di volumi. Dichiarata nel 1801 Pubblica Biblioteca Nazionale, il governo sancì la titolarità della biblioteca a ricevere il deposito obbligatorio dagli stampatori della Liguria. Nel 1815, con il passaggio dei territori liguri sotto i Savoia, come "biblioteca della regia Università di Genova" essa riprese il suo stretto legame con l'università, peraltro mai perso. Nel 1866, con l'ultima ondata di soppressioni di congregazioni religiose, la biblioteca si arricchì ulteriormente delle librerie conventuali, fatto che giustifica la presenza tra le sue attuali raccolte di un corposo nucleo librario di materie religiose e teologiche. Il continuo ampliamento dei fondi librari pose presto il problema dell'insufficienza dei locali. Dopo varie ipotesi, la soluzione fu individuata destinando l'ex chiesa del Collegio dei Gesuiti a nuova sede della biblioteca. Nel progetto di ristrutturazione fu adottata una soluzione considerata al tempo di avanguardia: la navata della chiesa venne divisa orizzontalmente per ospitare il magazzino librario, costituito da una struttura metallica antisismica e autoportante di quattro piani e, nella parte superiore, la sala di lettura. I nuovi locali furono inaugurati nel dicembre 1935. Con la costituzione del nuovo ministero, dal 1975 la Biblioteca è diventata istituto periferico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Inserito da: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Via Balbi, 40
16126 Genova